Misteriosi riti cartaginesi avvenivano già duemila anni fa in questa grotta considerata sacra e abitazione degli dei, e non stupisce che la gigantesca stalattite di 38 metri, la più alta dEuropa, ancora oggi dia una forte sensazione di sovrumano. Si lasciano i grandi spazi per incontrare lungo il percorso stalagmiti e stanze ricche di affascinanti concrezioni: volte sorrette da stalattiti di dimensioni molto diverse si affiancano a torte formate da sottilissime concrezioni, spesso cave, simili a prodotti di maestri soffiatori del vetro. Concrezioni candide si alternano ad altre gialle; lunghe stalagmiti sono cresciute tra drappeggi e colate. Le forme che si sono create nel corso di milioni di anni sono veramente fantastiche; alcune sottili quanto aghi, altre in posizioni antigravitarie, formano nel loro insieme un complesso irripetibile. La parte riservata agli speleologi più arditi, e che inizia con un salto di 60 metri, si divide in tre rami, di cui uno lungo 7 km. Un passaggio particolarmente stretto porta a una vasta sala dominata da uno straordinario fungo, la cui base è larga almeno 8 metri e alta forse 20, il quale è circondato da ruscelli che andranno ad alimentare i lontani fiumi che permettono di collegarsi al mare e alla grotta di S. Giovanni, dando origine a un complesso tra i maggiori e più spettacolari dEuropa. |
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Sardegna orientale. Il suono di una fisarmonica si leva nella calda luce del tramonto. Nei balli tradizionali uomini e donne si muovono con piccoli,quasi impercettibili passi, tenedosi sempre per mano, espressione di un legame più forte di ogni avversità. Anche la disposizione in cerchi concentrici sembra ricordare che la forma rotonda,non a caso la stessa dei nuraghi,é la preferita da queste popolazioni della Sardegna per esprimere la propria unità e compattezza così come hanno dimostrato in molti momenti della loro lunga storia ..... |
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Posta a pochi km dalla costa sud occidentale della Sardegna, con la quale è collegata da un servizio di traghetti, rappresenta un angolo di Liguria essendo stata colonizzata da pegliese profughi dallisola tunisina di Tabarka. Immutati il dialetto ligure, i costumi folkloristici e molti piatti della cucina tradizionale. Ma la terra, le rocce, il mare e i profumi sono inconfondibilmente sardi. Le alte falesie che ospitano il falco della Regina, il passo dei tonni nel mese di maggio con la mattanza, luovo di tonno e le deliziose aragoste sono un ricordo indelebile per chi ha visitato lisola di S.Pietro. |
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Le grotte sono tutte uguali: quelle che vediamo conservano vasi di creta lasciati da varie popolazioni dal Neolitico fino al Medioevo; su di essi sono cresciute stalagmiti e concrezioni. Ma ci sono anche sepolture di epoca romana e stalattiti eccentriche dalle forme strane e rare, insieme ad enormi cristalli di calcite. Gorroppu significa la gola in sardo: in effetti si tratta della gola più profonda dEuropa con pareti che pecipitano in verticale per 350 metri. E stata scavata da un fiume nel cuore dei supramontes; noi ne percorriamo gli splendidi paesaggi tra stagni dove vive leuprotto sardo (unico in Europa) tassi e lecci secolari. Superiamo con corde e moschettoni i passaggi più difficili nellalveo dl fiume in secca in una natura incontaminata e selvaggia, punteggiata di fiori talvolta molto rari coma il garofano di montagna. Giungiamo infine alle porte della gola, con cascatelle e ginepri di dimensioni eccezionali. |
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E la storia estremamente interessante di una città della Sardegna legatasi fin dai tempi dei fenici allestrazione del minerale di piombo e argento.Tutta larea dove é ambientata la vicenda é oggi divenuta il Parco Geominerario dellIglesiente. |
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La Sardegna vista attraverso i colori del rosso e del nero: la terra, la gente e il fuoco. |
A Iglesias si svolge ogni anno, durante le festività pasquali, la settimana santa. Le cerimonie conservano molti aspetti delle tradizioni e delle cerimonie romane, medioevali e spagnole. |
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Le acque del sopramonte della Barbagia spariscono misteriosamente. Riappaiono solo a Sugologone la sorgente più famosa della Sardegna, dove ci immergiamo per scoprirne il percorso, documentando limpresa con immagini esclusive. Percorriamo la costa alla ricerca dellacqua scomparsa che ritroviamo nella grotta del Fico, ultima dimora della foca monaca, e nel ramo nord del Bue Marino percorso per oltre 200 km da fiumi di acqua dolce che si mischiano a quella di mare. |
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MILANO. La chiesa di S. Maria delle Grazie (20')
Nota soprattutto perché il suo refettorio ospita il Cenacolo di Leonardo, è lunica chiesa del Nord Italia posta sotto tutela dellUNESCO in quanto considerata patrimonio dellumanità. La cupola è del Brunelleschi e la sacrestia in legno magnificamente intarsiato di Leonardo. Costruita esternamente in mattoni, allinterno è per larga parte ricoperta di preziosi marmi; il colonnato sorregge le navate laterali dipinte che ospitano le cappelle decorate con quadri, statue e affreschi. |
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A trenta chilometri da Roma il piccolo lago di Martignano occupa il cratere spento di un antico vulcano. Negli anni 70 il dott. Ferri Ricchi vi fece una straordinaria scoperta: sul fondale, a circa otto metri di profondità, notò dei tronchi dalbero. Gli parvero molto antichi. Le analisi con il radiocarbonio lo confermarono: quelle piante risalivano allepoca romana. Erano, per lui, una prova delle drammatiche vicissitudini climatiche accadute in quellepoca. Per la prima volta in questo lago la collaborazione tra un geologo e una equipe specializzata in riprese televisive subacquee porta a soprendenti scoperte a trenta metri di profondità. |
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LOMBARDIA. Immagina la montagna (15', 15' e 15')
Conoscere la montagna. Tre video esaminano altrettanti aspetti del vivere in montagna: l'arte e le chiese, l'antica arte dei magli per la lavorazione del ferro, percorsi culturali in Valcamonica (Provincia di Brescia) |
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